Vivo la Poesia come urgenza, urgenza di trasferire il pensiero, la realtà, la mia realtà, in una polifonia simbolica qual è il verso. Spesso la mia Poesia si svela come un viaggio, un viaggio interiore, inevitabilmente sospeso fra il tangibile e l’invisibile, l’immaginabile e il reale, in un dialogo caleidoscopico di cui nemmeno è possibile comprendere profondamente tutti i significati. Ma, d’altronde, risiede probabilmente qui il grande fascino della Poesia, ciò che conquista chi la scrive e colui che la legge. Ciò che la rende, misteriosamente, linguaggio universale senza tempo.domenica 6 novembre 2016
https://larosainpiu.wordpress.com/2016/11/05/poesia-ketti-martino-inediti/
Vivo la Poesia come urgenza, urgenza di trasferire il pensiero, la realtà, la mia realtà, in una polifonia simbolica qual è il verso. Spesso la mia Poesia si svela come un viaggio, un viaggio interiore, inevitabilmente sospeso fra il tangibile e l’invisibile, l’immaginabile e il reale, in un dialogo caleidoscopico di cui nemmeno è possibile comprendere profondamente tutti i significati. Ma, d’altronde, risiede probabilmente qui il grande fascino della Poesia, ciò che conquista chi la scrive e colui che la legge. Ciò che la rende, misteriosamente, linguaggio universale senza tempo.
Vivo la Poesia come urgenza, urgenza di trasferire il pensiero, la realtà, la mia realtà, in una polifonia simbolica qual è il verso. Spesso la mia Poesia si svela come un viaggio, un viaggio interiore, inevitabilmente sospeso fra il tangibile e l’invisibile, l’immaginabile e il reale, in un dialogo caleidoscopico di cui nemmeno è possibile comprendere profondamente tutti i significati. Ma, d’altronde, risiede probabilmente qui il grande fascino della Poesia, ciò che conquista chi la scrive e colui che la legge. Ciò che la rende, misteriosamente, linguaggio universale senza tempo.