lunedì 10 ottobre 2016

da Viola Amarelli ricevo 
a proposito di "Del distacco e altre impermanenze"

Un libro-esorcismo, quasi sciamanico contro il dolore del lutto. A dirlo non serve, e non è vero “dirlo serve a me”, a cauterizzare la perdita. Una poesia lirica, decisamente, ma non sdolcinata né mai lacrimosa, quasi concettuale nell’affrontare il non senso, con una forte attrazione per il simbolico come osserva anche Rita (Pacilio), ma un simbolico estremamente concreto, che ricopre/svela il pudore, la trasparenza di chi resta “incisa nella terra”. Penso sia stato molto faticoso scriverlo, ma necessario. La parola può aiutare a proseguire, a tracciare fiati lievi, suoni che forse sono ninnenanne, ma le ninnenanne e le nenie sono il respiro di cui ogni vivente ha bisogno.