giovedì 11 giugno 2015



da L'ambasciatrice di Viola Amarelli, 2015

– Troppo difficile da dire
– E tu non dire.
Un riccio rosso, rosari di sabbia
Le vene, l’arterie
L’avviene.
*
Si è aperta la voragine
cambio di fronte.
Tratto con drusi
e dromedari.
Dall’alto occhiuti i droni
*

Bere verde bollente
menta, glucidi alle stelle tra peltro,
vetro – ottone lucente.
Non si sorride. Incrociano i serpenti.
*

Stendo veli
cautela delle postazioni
bandierine – sgraniamo
parole – rumore del mortaio.

*

Funziona – la maschera
del condizionamento.
Tengo duro, sono
femmina

senza tempo di erezione.
*

Sudore, cedimenti
restano nascosti gli obiettivi – liquidi.
E ancora poco oltre all’addetta delle pulizie fa dire….
*
Vene le varicose. Sciatalgie. Camice e cuffietta.
Reparto alimentari. Biancheria.
Elettronica. Cibi per gatti cani. Auto accessori
terriccio per giardino. Porcherie.

*

lievissimo loop

Concedimi amor mio di te
pensare
tutto il male di cui è possibile
il pensare

*

notarelle

Chiedono che ne pensi di uno, come tanti,
uno che già è famoso, gentile, diaristico.
Uno che va a capo.
L’alfabetizzazione – di massa – comporta
che tutti i logorroici ora siano grafomani.
Tra le zitelle affilate e le single acide
tutto intero un abisso di storia.
Abbiamo tutti, quasi, due occhi
due gambe, due braccia
tanti hanno anche due facce.
Sfortuna. Non sono andata a letto con Verlaine.